C’è un ricordo che accompagna Gioia Lomasti come un filo sottile e prezioso: qualcuno, molti anni fa, aveva intravisto in lei una forza creativa capace di trasformare emozioni in architetture di parola. Quel ricordo non ha bisogno di essere pronunciato, perché vive nella sostanza stessa del suo cammino artistico. È una radice silenziosa che continua a nutrire ogni progetto, ogni gesto, ogni visione.
Nel tempo, Gioia ha costruito un percorso unico, dove la poesia dialoga con l’immagine, la memoria con l’innovazione, la tradizione con il presente. Il suo progetto più recente, Il verso che tace, ne è la testimonianza più matura: dieci canti originali che evocano la lingua antica senza imitarla, accompagnati da immagini nate dall’incontro tra sensibilità umana e intelligenza artificiale. Un’opera che non si limita a omaggiare Dante, ma lo attraversa, lo ascolta, lo porta nel nostro tempo come un compagno di viaggio. Il progetto, inserito nel catalogo nazionale con deposito legale e in corso di catalogazione presso il Centro Dantesco e la Biblioteca Classense, conferma la sua coerenza con la tradizione letteraria e il suo valore divulgativo con grandi progetti futuri che ne innalzeranno l'artisticità e il contributo culturale.





