“La tua presenza” è una poesia che custodisce la delicatezza di un legame autentico tra un essere umano e un animale, un compagno di vita capace di abitare silenzi, solitudini e gesti quotidiani con una presenza discreta e profonda. Luciano Somma non parla di un oggetto perduto, ma di una vita che ha condiviso emozioni, sguardi, abitudini, e che ora lascia un vuoto reale, pulsante.
Il cane meticcio evocato nei versi non è mai trattato come semplice animale domestico: è un interlocutore emotivo, un essere senziente che percepisce, comprende, accompagna. La poesia lo mostra come presenza viva, capace di gratitudine, di ascolto, di un’intesa che non ha bisogno di parole:
“Ci capivamo nell’incrociarsi dei nostri sguardi / e ci ritrovavamo nel nostro mondo.”
In questi versi si avverte la reciprocità di un rapporto che supera la definizione di “padrone” e si avvicina a quella di compagno d’anima.
La perdita viene raccontata con una sincerità che non cerca artifici: la dissolvenza della “specie meticcia” nella terra non è un’immagine di oggettificazione, ma un modo per ricordare la fragilità della vita e la sua inevitabile fine.
Il dolore che ne deriva è umano, profondo, e si manifesta come una ferita che continua a pulsare nel ricordo.
Somma riesce a trasformare un lutto personale in una riflessione universale sul valore degli animali nella nostra esistenza: creature che non parlano la nostra lingua, ma che sanno ascoltare meglio di molti esseri umani; presenze che riempiono spazi interiori, che ci leggono, che ci accompagnano.
“La tua presenza” commuove perché è vera.
Perché riconosce dignità e valore a un essere vivente che ha condiviso un tratto di strada.
Perché ricorda che l’amore, quando è autentico, non conosce specie.
Una poesia che non si limita a raccontare una mancanza, ma celebra la bellezza di un legame che continua a vivere nella memoria.
SE VUOI FARE PARTE DEL PROGETTO POETICO IN “Carta, Fili e Colori” – La poesia che si lascia creare e trasformare CLICCA SU QUESTO LINK.