Un sincero ringraziamento a Monica Pasero per la sua disponibilità e il contributo prezioso che offre al panorama letterario italiano. La sua voce, sempre attenta all’umano e all’arte, continua a ispirare lettori, autori e nuovi pensatori. Monica Pasero (Dronero, 1973) è una scrittrice, poetessa e curatrice editoriale. Autrice versatile, ha pubblicato diciotto opere tra narrativa, poesia e letteratura per l’infanzia, distinguendosi per sensibilità e ampiezza tematica. Illustratrice delle proprie favole, blogger e intervistatrice, dirige il blog Oltre Scrittura: liberi pensatori crescono, dedicato alla diffusione dell’arte e del pensiero creativo. Ha collaborato come curatrice, prefatrice e recensitrice con numerosi autori ed è presente in molte antologie. Ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali per la sua produzione poetica e narrativa.
Gentilissima Monica nel tuo percorso alterni
narrativa, poesia, illustrazione, curatela editoriale e attività di supporto
promozionale. Qual è il filo invisibile che tiene insieme tutte queste forme
espressive, e in quale di esse senti di “abitare” più autenticamente.
La passione per ciò che faccio è
sicuramente il filo conduttore che mi accompagna sia nel mio percorso personale
come autrice, sia in quello professionale. Amo creare; e quando “abito” anzi vengo ospitata
nel libro di un mio autore o autrice; e in qualche modo lo arredo, lo rinnovo
con la mia fantasia. Lì sono a casa perché nulla è più bello della creatività,
nel provare a fare la differenza.
Hai scritto per bambini, per ragazzi, per adulti,
attraversando generi molto diversi. C’è un tema maggiore che continui a
inseguire, anche quando cambi linguaggio o pubblico.
Sia nei libri per bambini, sia per gli adulti
il filo conduttore è sicuramente il sogno unito alla fede, la forza di credere
in noi stessi sempre nonostante le difficoltà.
Come curatrice editoriale hai accompagnato moltissimi autori. Qual è la responsabilità più grande che senti quando entri nel testo di qualcun altro, e cosa hai imparato su te stessa attraverso il lavoro sugli altri.
Ogni volta è una grande responsabilità e cerco di dare il meglio, di averne cura come fosse figlio mio. Essendo anche io autrice, so quanto amore c’è dietro la stesura di un libro. Conosco i sogni degli autori, sento la loro emozione, per cui occorre avere il giusto rispetto sia per l’autore, che si affida a me, sia per il testo. È qui arriva la parte difficile: occorre dire la verità. Anche se spesso fa male, ti rende antipatica. Spesso perdi il lavoro; ma va detta. Se un testo non è valido, se ciò che si vuole pubblicare non è pronto, anche se lo si autopubblica, l’autore deve avere la giusta umiltà per farsi accompagnare e migliorare il suo scritto. Nel mio percorso professionale lo sbaglio che ho fatto per troppo tempo è stato quello di instaurare un rapporto di amicizia con gli autori; cosa bella vero, ma che poi in molti casi li ha esulati da vedermi come una figura professionale, ma solo come un’amica e pretendere da me favori non retribuiti. Esserci sempre… non è stata una bella mossa da parte mia e mi ha penalizzata. La disponibilità, il buon cuore non pagano. Questo ho imparato: lavoro e amicizia devono correre su due linee rette parallele; il rapporto professionale deve basarsi sul rispetto reciproco, onestà intellettuale, affinché si possa instaurare un sereno dialogo con l’autore e la giusta connessione per realizzare al meglio il progetto editoriale che sta a cuore ad entrambi.
Il tuo blog Oltre Scrittura ospita interviste
ad artisti di discipline differenti. C’è una risposta, un incontro o un
dettaglio emerso da quelle conversazioni che ha cambiato il tuo modo di
guardare alla creatività.
Sinceramente la creatività è un mondo molto intimo e personale, ognuno la manifesta a suo modo… Posso però dirti ciò che ha cambiato la mia percezione sugli artisti; e dove ho trovato la loro grandezza. Nella mia esperienza, intervistando sia artisti e autori emergenti, che professionisti, balza agli occhi una differenza abissale e non parlo della notorietà. Bensì di una forma di buona educazione che può avere chiunque: ricco, povero, famoso o sconosciuto; ed è il rispetto del lavoro altrui; il mettersi a disposizione. Dai professionisti ho sempre trovato rispetto sia nella consegna delle risposte e umiltà nel porgersi; spesso dagli emergenti o alcuni “finti arrivati…” questo non è avvenuto. Ecco cosa rende grande un artista o uno scrittore: l’umiltà. Il resto è fuffa!
Hai scritto favole, romanzi, sillogi poetiche,
recensioni. Se dovessi scegliere un’opera che ti ha trasformata mentre la
scrivevi — non necessariamente la più riuscita, ma la più rivelatrice — quale
sarebbe e perché.
Sicuramente è la “Storia di un fiocco di neve che non voleva cadere”, una favola per bambini. Nonò il protagonista non voleva cadere perché sapeva che si sarebbe sciolto al primo sole e se ne stette nella sua zona comfort per molti secoli, fino a che il destino decise che era giunta l’ora di farlo saltare; saltando Nonò comprese che la vita andava vissuta con coraggio e intensamente seppur nella sua brevità. Questo libro mi ha spinta a mettermi in gioco, quel piccolo fiocco assomiglia moltissimo a me, alle mie paure di non essere pronta, non essere all’altezza di vivere i miei sogni. Ma per vivere veramente occorre saltare.
Hai ricevuto premi e riconoscimenti, ma anche
attraversato il dietro le quinte dell’editoria. Cosa credi che oggi manchi
davvero al mondo letterario italiano, e cosa invece continua a sorprenderti
positivamente.
Oggi manca il rispetto per la bella
scrittura; il rispetto per il messaggio per il contenuto. Un buon libro
dovrebbe dare, far riflettere, sorridere, emozionare, far imparare nuove cose
ma quanti sono i libri oggi che hanno questa caratteristica? La libertà di
scrivere è sacrosanta, ma quando non si hanno idee valide e non c’è il giusto
talento… si potrebbe scrivere anche su di un quaderno, non per forza pubblicare;
se poi si scrive con I A oppure si paga qualcuno per riscrivere la propria
opera che senso ha definirsi scrittori? Cosa mi sorprende? Che nonostante questo mondo editoriale spesso
marcio e sempre meno propenso a premiare
i talenti, ci sono ancora tanti bravi
autori talentuosi che sognano e si mettono in gioco… In fondo solo così si ha
una possibilità.
Se dovessi immaginare una nuova fase del tuo
percorso, un territorio creativo che non hai ancora esplorato quale sarebbe.
Ho scritto tanto davvero tanto; ho
scritto sempre ispirata al messaggio, al condividere, incoraggiare, spronare
chi mi leggesse a non smettere mai di sperare; di sognare. Vorrei ancora
scrivere, questo sì, ma su che tema non lo decido quasi mai da sola: arriva da
forze più grandi di me e quando sarà il tempo, se Dio vorrà, scriverò ancora.
Ci sono nuovi progetti all’orizzonte che ti
piacerebbe condividere con i nostri lettori
La mia antologia culturale “Oltrescrittura”, un progetto editoriale che racchiude interviste ad autori e artisti; recensioni, consigli letterari, articoli inerenti alla sfera sociale e culturale; un progetto che avrà la collaborazione di bravi autori tra cui posso spoilerare i primi due: Monica Zaulovic e Stefano Carnicelli, presenti nella antologia di aprile; e poi tanti altri tra cui artisti che si sono messi a disposizione e colgo l’occasione per ringraziare l’artista internazionale Odilia Liuzzi; che ha concesso l’uso della sua opera per la prima antologia; e il Maestro, Stefano Zampieri che ha concesso l’uso di una sua opera come copertina della seconda antologia. A breve disponibile. Invito a leggerci. - Per approfondire segui il sito di riferimento .
