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| Puoi ascoltare l'inno a questo link su Facebook INNO A SAN MARTINO testo di Luciano Somma - Musica di Antonino Conti - Ed.Musicali IMG- Grottaminarda (Avellino) |
Testo di Luciano Somma – Musica di Antonino Conti
L’“Inno a San Martino” composto da Luciano Somma e musicato da Antonino Conti si presenta come un canto devozionale dal tono limpido, affettuoso e profondamente narrativo. L’opera rilegge la figura del santo attraverso i suoi gesti più emblematici, trasformandoli in un percorso spirituale che unisce memoria, fede e riconoscenza.
Il testo apre con l’immagine di un San Martino forte e coraggioso, difensore degli ultimi e degli oppressi. La sua figura emerge come un faro nella notte, “luce nell’oscurità”, simbolo di una protezione che non è solo fisica ma anche morale. Il gesto più celebre — il mantello diviso con il mendicante — viene evocato come atto fondante della sua santità: un gesto rapido, istintivo, che rivela la capacità di riconoscere Cristo nel volto del povero. L’inno sottolinea come quell’episodio non sia un semplice aneddoto, ma la chiave interpretativa dell’intera vita del santo.
La seconda parte del testo mette in risalto la dimensione ascetica di San Martino: una vita fatta di rinunce, dedizione e aiuto costante. L’autore lo definisce “immenso nell’eternità”, attribuendogli una grandezza che non deriva dal potere, ma dalla coerenza del suo cammino spirituale. È un’immensità che nasce dall’umiltà, non dalla gloria.
Il canto assume poi un tono più intimo e affettivo: San Martino viene invocato come fratello, padre, amico, una presenza vicina e familiare. La comunità non lo contempla da lontano, ma lo sente parte della propria vita quotidiana, custode di una pace che “alberga nel cuore”.
La chiusura dell’inno ha una forza quasi liturgica: il canto stesso diventa offerta, desiderio che la voce dei fedeli salga fino al cielo. L’ultima invocazione chiede al santo di stendere un velo sui peccati dell’umanità, trasformando la sua carità terrena in intercessione eterna.
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