WikiPoesia

WikiPoesia
WikiPoesia Enciclopedia Poetica
Vetrina delle Emozioni sito

Visualizzazioni totali

350.000 VISUALIZZAZIONI

350.000 VISUALIZZAZIONI
GRAZIE EMOZIONI

CERCA NEL BLOG


FANS PAGE FACEBOOK

FANS PAGE FACEBOOK


GIOIA LOMASTI FANPAGE

SELEZIONE LETTERARIA

SELEZIONE LETTERARIA
IL VERSO CHE TACE DI GIOIA LOMASTI - OMAGGIO A DANTE

EMOZIONI IN VETRINA

EMOZIONI IN VETRINA
“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

mercoledì 3 giugno 2026

Il verso che tace – Dante e Marilyn: il mistero della parola e della luce

Ricorrenze in versi è lo spazio in cui la memoria incontra la poesia, dove figure lontane nel tempo tornano a parlare attraverso la parola, la luce e il simbolo.
In questo percorso, Il verso che tace accoglie personalità che hanno segnato la cultura, l’arte e l’immaginario collettivo, trasformando ogni ricorrenza in un’occasione di riflessione e bellezza.

È in questo contesto che si inserisce l’incontro ideale tra Dante Alighieri, padre della lingua italiana, e Marilyn Monroe, icona hollywoodiana del Novecento: due simboli universali che, pur appartenendo a mondi diversi, continuano a risuonare nel silenzio della poesia e nella luce del mito.


Nel progetto Il verso che tace di Gioia Lomasti, la poesia diventa ponte tra due universi che sembrano lontani, ma si riconoscono nella stessa tensione verso la bellezza e l’eternità.

Canto Primo – Versi al Velo del Tempio Il varco sacro dove nasce la voce silente

Nel Canto Primo – Versi al Velo del Tempio, il lettore viene accolto sulla soglia di un luogo sospeso, dove la parola si fa rito e il silenzio diventa guida. Questo nuovo varco poetico, parte integrante del progetto Il verso che tace, apre un cammino interiore in cui luce e ombra dialogano con grazia antica.
Il velo non cela: rivela. Custodisce il sacro mentre lo offre, lasciando filtrare una voce che nasce quieta e si innalza come un respiro consacrato.
In queste pagine, la poesia di Gioia Lomasti si fa gesto di devozione, un invito a sostare nell’intervallo tra ciò che appare e ciò che tace, affinché il lettore possa attraversare la soglia e riconoscere, nel proprio silenzio, la scintilla che illumina.

🌿 INTRODUCTION IN ENGLISH

In Canto Primo – Versi al Velo del Tempio, the reader is welcomed at the threshold of a suspended realm, where words become ritual and silence becomes a guide. This opening movement of the project Il verso che tace unfolds like a sacred passage, inviting an inner journey shaped by the delicate dialogue between light and shadow.
The veil does not conceal: it reveals. It guards the sacred while offering it, allowing a quiet voice to rise like a consecrated breath.

Within these lines, Gioia Lomasti’s poetry becomes an act of devotion — an invitation to linger in the space between what is seen and what remains silent, so that the reader may cross the threshold and rediscover, within their own stillness, the spark that illuminates.




Nel Canto Primo de Il verso che tace di Gioia Lomasti, intitolato Versi al Velo del Tempio, la poesia si apre come un varco sacro, un ingresso che non introduce soltanto un’opera, ma un cammino interiore. Il velo che inaugura il canto non è un semplice elemento simbolico: è la soglia attraverso cui la parola si fa rito, la luce si fa respiro, il silenzio diventa guida. Fin dai primi versi — «Nel vel che all’ora mesta e ancor dispiega, s’accende il foco d’un pensier profondo…» — si percepisce un’atmosfera sospesa, un tempo che non scorre ma si dischiude, come un drappo che rivela e custodisce allo stesso tempo. Il velo è custodia del sacro, rivelazione filtrata, metamorfosi interiore: un confine che separa e unisce, che protegge e invita, che tace e illumina. È il luogo in cui la poesia si inginocchia davanti al mistero, lasciando che la luce trapeli senza mai imporsi.



In questo spazio sospeso emerge la figura del cuore sovrano, che domina la scena interiore pur nella fragilità del mondo. «…ma in nobil luce il cor ne fu sovrano, ché verità si angustia in gesta immondo.» La verità, ferita dalle contraddizioni umane, trova nel cuore il suo tempio più autentico. Qui la luce non viene spenta, ma custodita; qui la poesia riconosce la fragilità del reale, ma ne afferma la regalità interiore. Il cuore diventa il centro pulsante del canto, il luogo in cui la verità non si impone, ma resiste.

Non siamo una testata giornalistica. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’amministratore del blog declina ogni responsabilità per gli articoli proposti da altri autori o per i commenti aggiunti agli articoli stessi. Eventuali contenuti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, o in violazione delle leggi sulla privacy, non sono da attribuirsi all’amministratore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Qualora fossero presenti contenuti che ricadono nei casi descritti lo si comunichi all'amministratore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

https://vetrinadelleemozioni.com/contatti/