Questo progetto, portato avanti con autentica emozione attraverso il sito e la pagina Carta Fili e Colore, invita i nostri autori a contattarci qualora desiderassero far emergere un loro percorso poetico o narrativo intrecciandolo alla musica.
C’è un punto del mondo in cui la poesia non si limita a essere detta: accade. Accade come un varco, come un lume che non illumina ma rivela, come un gesto antico che ritorna a farsi presente. È in questo spazio sospeso che si muove il Progetto Almax, un laboratorio di voce e visione in cui l’arte non viene interpretata, ma ascoltata nella sua vibrazione più remota. Qui, tra le trame di immagini e suoni, si innesta la cura di MUSICANDO KellerLab e il supporto di Vetrina delle Emozioni, che accoglie e amplifica ogni sussurro creativo trasformandolo in un rito condiviso.
Nel video dedicato a Dante Alighieri – Il verso che tace di Gioia Lomasti, la mano sapiente di Renato Garbin guida un viaggio che non è semplice montaggio, ma traduzione poetica in musica, un atto di devozione laica verso la parola che attraversa i secoli. Garbin non si limita a editare: egli interpreta, respira, riporta alla luce. Ogni fotogramma diventa un frammento di pelle, ogni nota un passo in un corridoio di memoria. La sua MBM AI Orchestra and Chorus, evocata come un coro invisibile, accompagna il testo con una delicatezza che non invade, ma sostiene, come un vento che conosce la direzione del fuoco.
Il progetto si intreccia con Musicando KellerLab, luogo di sperimentazione sonora in cui la musica non è sfondo, ma linguaggio primario, materia viva che plasma e viene plasmata. Qui il suono non accompagna la poesia: la traduce, la accoglie, la espande. È un laboratorio in cui la tecnica diventa gesto artigianale, e la tecnologia non sostituisce l’umano, ma lo amplifica come un diapason segreto.
Le tavole grafiche di Gioia Lomasti, che accompagnano il progetto, aggiungono un ulteriore livello di profondità: sono icone laiche, mappe interiori, veli che non coprono ma rivelano. Ogni immagine è un altare minimo, un luogo in cui la parola trova un corpo e il corpo trova un’ombra.


