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“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

mercoledì 17 giugno 2026

Oltre il Silenzio: quando l’aiuto diventa poesia a cura di Gioia Lomasti in collaborazione con vetrinadellemozioni.com Autori Artisti

 Ci sono gesti che non chiedono nulla, ma donano tutto.

Un libro che passa di mano in mano diventa luce, diventa voce, diventa aiuto.
In ogni pagina condivisa c’è un frammento di umanità che si rinnova,
un ponte invisibile tra chi offre e chi accoglie,
tra chi crede che la cultura sia la forma più pura di solidarietà.


Ci sono percorsi che nascono da un gesto semplice: credere negli altri. Non è un atto rumoroso, né un cammino che pretende riconoscenza. È piuttosto un modo di stare nel mondo, offrendo presenza, sostegno, ascolto, anche quando nessuno lo chiede apertamente. Sono passi che si intrecciano con quelli degli altri, mani che si tendono senza aspettarsi nulla, parole che cercano di costruire ponti dove spesso restano solo distanze. Eppure, non sempre la bontà trova eco. A volte il silenzio pesa più delle parole mancate, e la dedizione si perde tra risposte che non arrivano, attenzioni che svaniscono, presenze che si dissolvono al primo confine posto con sincerità. Ci sono momenti in cui la generosità sembra diventare un limite, e la volontà di aiutare si trasforma in un terreno fragile, dove la fatica supera la gratitudine. Ma esistono anche anime che non smettono di credere. Anime che continuano a offrire il meglio di sé, non per dovere, ma per natura. Anime che, nonostante le delusioni, restano fedeli alla propria essenza: quella di chi vede nell’altro un valore, un mondo, una possibilità. Sono loro a ricordarci che la gentilezza non è debolezza, ma forza; che la presenza non è scontata, ma dono; che la cura non è un obbligo, ma una scelta. Ed è da questa consapevolezza che nasce il messaggio che segue: un pensiero che attraversa la fragilità e la fermezza, la delusione e la speranza, la distanza e il desiderio di unire ancora ciò che sembra diviso. Un messaggio che parla di ciò che resta, di ciò che resiste, e di ciò che continua a vivere finché anche una sola persona sceglie di mettersi dalla parte dell’altro.



Ci sono persone buone, leali, capaci di mettersi in prima linea per sostenere un progetto, un’idea, un sogno. Persone che donano presenza, tempo, ascolto, e che quando chiedono aiuto o anche solo un gesto di condivisione, improvvisamente diventano invisibili. Le loro parole restano sospese in spunte di lettura mai seguite da risposte, i loro lavori vengono lasciati al caso, e solo chi davvero si adopera tenta di ricomporre i punti dispersi, mentre dall'altra parte incombe un silenzio che pesa più di qualsiasi rifiuto. Ci sono persone che, nel tempo, sono state presenza viva, costante, eppure è bastato un “no” sensato, un confine necessario, per vederle svanire come se quella presenza non fosse mai esistita. A volte le spiegazioni diventano battaglie, e spesso le battaglie trasformano chi sta dalla parte giusta in inconsapevole fautore di ingiustizia: un’ingiustizia che si alimenta di preghiere assillanti, di richieste che feriscono invece di restituire ciò che sarebbe dovuto. Eppure, fino a che esisterà anche solo una persona capace di pensare, di sentire, di mettersi dalla parte dell’altro, ci sarà vita. Per gli altri, purtroppo, non vi saranno mani, né cuori, né passi capaci di unire ancora amicizia, arte e vita a quella poesia chiamata gioia.

A cura di Gioia Lomasti

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