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“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

lunedì 5 ottobre 2026

Intervista a Clelia Moscariello a cura di Gioia Lomasti in collaborazione con Vetrina delle Emozioni per 100 Libri d’Autore, progetto culturale a cura di Gioia Lomasti ed Emanuele Marcuccio

Ci sono autrici che attraversano la parola con discrezione e profondità, trasformando l'esperienza personale in riflessione universale. Clelia Moscariello appartiene a questa categoria di voci: giornalista, scrittrice, editor, divulgatrice culturale e attenta osservatrice della realtà contemporanea, ha costruito nel tempo un percorso coerente e riconoscibile, in cui la scrittura diventa strumento di consapevolezza, indagine interiore e dialogo con il mondo. Attraverso la poesia, il racconto e la comunicazione culturale, affronta temi legati all'identità femminile, alla libertà individuale, alla spiritualità e alla necessità di superare stereotipi e pregiudizi ancora presenti nella società. Le sue opere, tra cui la recente raccolta Fuoco Sacro, invitano il lettore a riscoprire il valore della fragilità, intesa non come limite ma come autentica espressione della propria umanità.

In questa conversazione ci accompagna tra le tappe del suo percorso professionale e creativo, condividendo riflessioni sulla scrittura, sull'impegno culturale e sul ruolo che la letteratura può ancora svolgere nel favorire crescita personale, consapevolezza e cambiamento. Buona lettura

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PSICOBACI.IT

Ringraziamo con sincera stima Clelia Moscariello per aver accolto questa intervista dedicata al suo percorso umano, professionale e letterario. Una voce poliedrica che attraversa giornalismo, poesia, comunicazione, editoria e divulgazione culturale, con una particolare attenzione ai temi dell’identità femminile, della consapevolezza e dell’abbattimento degli stereotipi culturali e sociali.

Clelia Moscariello, laureata in Scienze della Comunicazione, è giornalista pubblicista, scrittrice, editor, speaker radiofonica e social manager napoletana. Di recente ha assunto anche il ruolo di direttore scientifico della collana poetica Aonia della PAV Edizioni. Da anni si occupa di cultura, arte, attualità e tematiche legate all’empowerment femminile, al mainstreaming di genere e alla sensibilizzazione culturale sull’essere donna, collaborando con numerose testate e realtà editoriali.

Nel 2010 pubblica, insieme a Davide Zedda La Riflessione, la silloge di poesie e racconti L’ultima notte da falena. Nel 2017 esce Questa primavera per Irda Edizioni. Nel 2018 pubblica la raccolta di ballate Battiti per Mezzelane Casa Editrice. Nel novembre 2021 vede la luce Io non amo le rose, raccolta di ballate e racconti pubblicata da PAV Edizioni. Nel marzo 2023 pubblica Se ne frega la luna, stanotte, mentre nel 2024 esce Fuoco Sacro, ancora per PAV Edizioni. È inoltre prossima la pubblicazione di nuovi progetti.

Dal 2018 cura il progetto Psico Baci, realtà dedicata alle citazioni letterarie e alla fotografia d’autore, sviluppata attraverso una pagina social e il blog collegato, affermandosi come spazio di incontro tra parole, immagini e riflessioni contemporanee.

Buongiorno Clelia, la scrittura attraversa gran parte della tua vita professionale e personale: quando hai compreso che le parole sarebbero diventate uno strumento fondamentale per raccontare il mondo e te stessa?

Ciao Gioia, grazie innanzitutto per questo spazio. Ho compreso ciò forse a livello inconsapevole sin da bambina, perché sono sempre stata una gran chiacchierona e per me la comunicazione è sempre stata importante. Poi ovviamente che le parole sarebbero state parte fondamentale della mia professione e lo ho compreso subito dopo la mia laurea, quando ho scelto parallelamente di pubblicare il mio primo libro e di iniziare l’iter per ottenere il tesserino di giornalista pubblicista lavorando presso una redazione della capitale.

Nelle tue opere convivono poesia, racconto e ballata. Cosa ti affascina di questi linguaggi e come scegli la forma più adatta per dare voce a un'emozione o a una storia?

Il tutto parte dal cuore e poi cerca la forma espressiva più adatta, ma la scelta cade quasi sempre prima sul contenuto e poi sulla forma.

Da anni ti occupi di empowerment femminile, consapevolezza e abbattimento degli stereotipi. Quanto questa sensibilità influenza la tua scrittura e il tuo modo di osservare la realtà?

Io ritengo che prima di arrivare alla violenza di genere vera e propria esistano tante forme intermedie di abuso non sempre riconosciute ed invece ritengo sia importante identificarle e prendere coscienza della propria dimensione di donne oggigiorno.

Nel tuo percorso troviamo il giornalismo, la comunicazione, la radio, l'editoria e la direzione di una collana poetica. In che modo queste esperienze si arricchiscono reciprocamente?

Sono tutte esperienze che si integrano e si completano a vicenda, migrare tra loro mi permette di apprendere spesso attraverso ognuna qualcosa che poi mi occorrerà per un’altra tra esse.

Fuoco Sacro, così come le tue precedenti pubblicazioni, richiama una dimensione intensa e profonda della ricerca interiore. Quali temi senti oggi più urgenti da affrontare attraverso la letteratura?

Sicuramente la questione di genere, quella della necessità di un nuovo equilibro globale che si fondi sulla pace e naturalmente ancora la spiritualità.

INFORMAZIONI 
ALL'OPERA

Attraverso il progetto Psico Baci unisci fotografia e parola. Quale dialogo nasce, secondo te, tra immagini e scrittura nel raccontare emozioni, fragilità e bellezza?

L’una arricchisce l’altra e il vero dialogo poi si completa nello sguardo dell’utente finale che ne fruisce e lo interpreta.

Quale messaggio, emozione o consapevolezza desideri lasciare ai lettori che si avvicinano per la prima volta alle tue opere?

Che la nostra fragilità non è un limite ma la nostra caratteristica più preziosa.


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