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“L’autrice desidera esprimere la sua più sincera gratitudine per gli apprezzamenti rivolti ai progetti presentati sul suo sito, accolti con interesse anche su canali esteri. Il riconoscimento ricevuto costituisce per lei un prezioso incoraggiamento a proseguire con passione e dedizione nel percorso creativo intrapreso.”

lunedì 3 agosto 2026

VINCENZO ARUTA - L’ALTRA LUNA: IL CORAGGIO DEL DIVERSO - SEGNALAZIONE LETTERARIA

 


L’ALTRA LUNA

IL CORAGGIO DEL DIVERSO

Questo libro partecipa al progetto 100 libri d'Autore

a cura di Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio

Una lettera inattesa, giunta dal Marocco, incrina l’equilibrio di un professore già provato da un lutto familiare e lo sospinge verso una decisione radicale: lasciare la sicurezza domestica, la moglie, i figli, per inseguire le tracce di un ex allievo enigmatico, Andrea – o Sanda, come ora si firma. Il viaggio che ne nasce si snoda tra città e deserti, incontri perturbanti e indizi sfuggenti, in un susseguirsi di deviazioni che rendono incerto ogni approdo e ambigua ogni verità.


A muovere la narrazione è una tensione duplice: da un lato l’urgenza di comprendere il destino di chi si è sottratto a ogni definizione, dall’altro il bisogno, più segreto, di interrogare la propria identità, le scelte compiute, le rinunce sedimentate negli anni. Il protagonista si inoltra così in un territorio dove realtà e immaginazione si compenetrano, dove i paesaggi esotici – carichi di luce, odori, suoni – diventano specchio di una inquietudine interiore che non trova tregua. La scrittura procede per scarti, sospensioni, aperture improvvise: ogni episodio sembra promettere una rivelazione, salvo poi dischiudere ulteriori enigmi. Ne deriva un racconto che sfugge alle coordinate del genere e si affida a una logica più sottile, quasi onirica, in cui il viaggio si fa esperienza liminale, attraversamento di confini visibili e invisibili. Sullo sfondo, una riflessione insistita sul desiderio di altrove – come impulso vitale, ma anche come rischio di smarrimento – attraversa le pagine e le tiene in tensione. Resta, fino all’ultimo, un senso di instabilità fertile: ciò che appare non coincide mai del tutto con ciò che è, e la verità si sottrae a ogni presa definitiva, lasciando al lettore il compito di orientarsi in un orizzonte volutamente mobile, aperto, inquieto. (ROMANZO, GENERE AVVENTURA)

Intervista a Dominika Zamara a cura di Gioia Lomasti, in collaborazione con Vetrina delle Emozioni

 

Dominika Zamara

Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a Dominika Zamara, artista dalla voce luminosa e dal percorso internazionale di rara intensità, per aver accolto l’invito di Vetrina delle Emozioni. La sua disponibilità, la sua sensibilità e la sua dedizione all’arte lirica rappresentano un dono prezioso per chi, come noi, crede nella forza culturale della parola e del suono. La ringrazio per questo incontro, che si fa spazio di dialogo, ascolto e condivisione.

Dominika Zamara, soprano di origine polacca e cresciuta artisticamente in Italia, è una figura di rilievo nel panorama lirico internazionale. Nel 2006 una borsa di studio dal Conservatorio Statale di Verona, si laurea con il massimo dei voti presso l’Università di Musica di Wrocław, tornata in Italia avviando un percorso che la porterà a collaborare con maestro Enrico De Mori. Il suo debutto operistico avviene nel 2010 nel ruolo di Mimì nella Bohème di Puccini, diretta dal Maestro Enrico De Mori. Da allora, la sua carriera si espande con rapidità: interpreta ruoli verdiani, mozartiani, belcantistici e contemporanei, calcando palcoscenici in Europa, USA, Messico, Argentina, Cina, Corea del Sud, Australia, Canada, Africa e Medio Oriente. Tra le tappe più significative: Carnegie Hall di New York, Avery Fisher Hall al Lincoln Center, Teatro Olimpico di Vicenza, Teatro Verdi di Padova, Atterbury Theatre di Pretoria, Opera Theatre di Damasco, Sala della Protomoteca al Campidoglio, Accademia Teatro alla Scala, Mostra del Cinema e Biennale di Venezia, Beatificazione del Cardinale Stefan Wyszyński in mondovisione. Il suo repertorio spazia dal barocco al contemporaneo, con una particolare predilezione per Mozart, il belcanto e la musica da camera. È inoltre vincitrice di numerosi premi internazionali, tra cui il Premio Cartagine, il Premio Fontane di Roma, il Colosseo d’Oro, il Premio Giotto alla Carriera, il Premio Rosa d’Oro, il Top Global Artist Award e l’American Prize Award. Dal 2023 fa parte del roster artistico della New York Composer Circle come Performing Artist.

ALBERTO RAFFAELLI - LA COMPARSERIA. LUIGI PIRANDELLO ACCADEMICO D’ITALIA - SEGNALAZIONE LETTERARIA

 



LA COMPARSERIA

LUIGI PIRANDELLO ACCADEMICO D’ITALIA

Firenze, Cesati, 2018

 QUESTO PROGETTO CULTURALE PARTECIPA A 100 LIBRI D'AUTORE
A CURA DI GIOIA LOMASTI E EMANUELE MARCUCCIO

Si tratta di un saggio, d’impostazione erudita ed accademica, che indaga e approfondisce gli ultimi anni della vita di Pirandello, coincidenti con la sua nomina e partecipazione alla Reale Accademia d’Italia, massimo organo culturale del regime fascista. Ricorrendo a materiali archivistici in precedenza mai indagati a fondo, il libro ripercorre l’adesione (peraltro discontinua) del grande letterato a un’assemblea che peraltro mal si adattava alle sue note insofferenze. Scandito in varie tappe, dall’elezione accademica sul finire degli anni Venti alla repentina morte nel dicembre 1936, passando per grandi eventi come l’attribuzione del Premio Nobel nel 1934, il lavoro puntualizza molti aspetti della vita e dell’attività pirandelliana di quegli ultimi suoi anni, e ha ottenuto due premi per la saggistica. Vi è dedicata la pagina Facebook (SAGGIO DI LETTERATURA ITALIANA CONTEMPORANEA)


MA CHI ME LO FA FARE: RACCONTI DI UN VOLONTARIO (INESPERTO) DI PROTEZIONE CIVILE di GIUSEPPE MELE - Segnalazione letteraria con introduzione di Gioia Lomasti

 


MA CHI ME LO FA FARE: RACCONTI DI UN VOLONTARIO

(INESPERTO)

DI PROTEZIONE CIVILE

 di Giuseppe Mele

Introduzione a cura di Gioia Lomasti, autrice e curatrice del progetto
PROGETTO CULTURALE A CURA DI
GIOIA LOMASTI E EMANUELE MARCUCCIO

C’è un punto esatto in cui la narrazione civile incontra la vita quotidiana, e quel punto è il tempo donato. Ma chi me lo fa fare nasce lì: nel gesto semplice e immenso di un uomo che sceglie di esserci, di rispondere, di tendere la mano quando il mondo sembra vacillare. Il libro di Giuseppe Mele non è soltanto una testimonianza: è un attraversamento umano, un racconto che restituisce voce, volto e ritmo a ciò che spesso rimane invisibile — la vita di un volontario di Protezione Civile. In queste pagine il lettore incontra un volontario “inesperto”, come l’autore ama definirsi, ma capace di trasformare ogni incertezza in apprendimento, ogni emergenza in responsabilità condivisa. Dai piccoli interventi locali alle notti sospese della pandemia, fino alle ferite profonde dell’alluvione in Emilia‑Romagna, Mele attraversa luoghi e circostanze che diventano specchio di una comunità intera. Il suo racconto non cerca eroismi: cerca verità. E la verità è fatta di fatica, di ascolto, di presenza, di quella quotidianità che continua anche quando la divisa viene riposta e la vita privata reclama il suo spazio. Il valore di quest’opera risiede nella sua autenticità: nel mostrare che dietro ogni intervento, dietro ogni sirena, dietro ogni gesto di aiuto, ci sono persone che scelgono di donare il bene più prezioso — il proprio tempo — senza chiedere nulla in cambio. È un libro che parla di dedizione, di comunità, di fragilità e di forza; un libro che ricorda come la Protezione Civile sia fatta di storie che iniziano, scorrono, si intrecciano e rinascono ogni giorno. Accogliere Ma chi me lo fa fare nel progetto 100 Libri d’Autore significa riconoscere il valore culturale e umano di una testimonianza che illumina il senso profondo del volontariato: non un dovere, non un obbligo, ma una scelta di cura verso gli altri e verso il territorio.  Una scelta che diventa racconto, memoria, responsabilità condivisa.


ALESSANDRO SPADONI - PERDUTE LETTERE - SEGNALAZIONE LETTERARIA E NOTA A CURA DI GIOIA LOMASTI

 



Partecipa al progetto culturale 100 Libri d’Autore
a cura di Gioia Lomasti ed Emanuele Marcuccio

 Nota a cura di Gioia Lomasti

Perdute Lettere, opera prima di Alessandro Spadoni, si inserisce nel solco delle raccolte epistolari contemporanee con una voce autentica e misurata. Undici lettere, indirizzate ad altrettanti personaggi, compongono un itinerario narrativo che cerca il ponte, il varco, la possibilità di un dialogo che non cede mai al sentimentalismo facile né all’ovvietà del sentire. È una raccolta di epistole narrative che restituisce la dignità della parola scritta come gesto di incontro, come tentativo di ricucire distanze e di dare forma a ciò che spesso rimane sospeso.

La scrittura di Spadoni si muove con passo consapevole: ogni lettera è un frammento che interroga, una pagina che cerca la sua destinazione, un messaggio che non teme la sincerità e che, proprio per questo, trova la sua forza nella misura e nella cura.

"Perdute Lettere" scritto da Alessandro Spadoni alla sua prima fatica letteraria raccoglie undici lettere spedite ad altrettanti personaggi con la speranza che possano tracciare un ponte, un legame senza scadere nel melenso o nell'ovvietà del sentimento. (RACCOLTA DI EPISTOLE NARRATIVE)


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