Gli scritti di Isabella Morra custodiscono la forza essenziale della Poesia, voce che resiste oltre la violenza e l’isolamento in cui la giovane poetessa visse. Nei suoi versi, nati dalla solitudine e dalla mancanza del padre, Isabella chiede ai posteri di ricordarla non solo per la tragica fine, ma per la profondità della sua parola. Nel primo sonetto emerge con chiarezza il desiderio di essere riconosciuta come poetessa: è la Poesia, infatti, a mantenere vivo chi la scrive e a creare l’unico ponte possibile tra autore e lettore.
Questo contributo partecipa al progetto “100 libri d’autore”, a cura di Gioia Lomasti ed Emanuele Marcuccio.
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GIUSEPPE LORIN |
DOSSIER ISABELLA MORRA
POETESSA DEL XVI SECOLO STORIA DI UNA FANCIULLA ASSASSINATA |
Gli scritti di Isabella Morra,
riflettono il valore mediatico della Poesia stessa, che entra a far parte della
linfa appartenente ad una natura troppo ricca, tanto da essere predestinata a
causa del suo eccesso intatto e virginale, allo stupro e al saccheggio della
sua essenza. Isabella confida che i posteri non la ricordino soltanto come
fanciulla uccisa, pregandoli invece di non dimenticare i suoi lavori, le sue
poesie scritte nella sofferenza di adolescente privata del padre, unico punto
di riferimento in una terra amara. È nel primo sonetto, più che in altri, che
si avverte la necessità di essere ricordata come poetessa, poiché, come
sostiene, è la Poesia a mantenere in vita il poeta stesso. E, come sempre
sostengo, si tratta di un riscatto di notorietà in forza della scrittura,
ovvero della Poesia, unico "ponte" tra il Poeta e il Lettore.
Il Dossier Isabella Morra vuole essere un ritratto della giovane
poetessa del XVI sec. la cui storia non andrebbe dimenticata, soprattutto in
seguito alla proclamazione internazionale di Matera Capitale Europea della
Cultura. Passo questo “testimone” a chi, dopo di me, scriverà di Isabella
Morra, figlia della Basilicata. (SAGGIO)
Giuseppe Lorin Attore, poeta, regista, critico letterario, conduttore e
giornalista, ha studiato all'Accademia Nazionale d'Arten Drammatica
"Silvio D’Amico". Ha pubblicato, tra gli altri, Da Monteverde al mare
(2013); Roma, i segreti degli antichi luoghi (2016), Transtiberim (2018),
Cistiberim - Umbilicus Urbis Romae e Cistiberim - Il potere e l'ambizione
(2020).
