Non è un modo di dire. Rimanevo affascinato dal suono della chitarra di mio nonno. Ho cominciato a suonare da ragazzino, prima studiando pianoforte, poi prendendo in mano una chitarra che i miei genitori avevano regalato a mia sorella; internet negli anni Novanta era ancora un sogno proibito e, se volevi suonare qualcosa che andasse oltre le solite canzoni da spiaggia, dovevi rivolgerti a un maestro. Ho cominciato sbagliando quasi tutto quello che c'era da sbagliare sullo strumento, anche se avevo fatto pianoforte: le dita nel posto sbagliato, la pentatonica imparata a memoria senza capire perché fosse fatta così, anni passati a credere che la teoria fosse una cosa per gente che non aveva voglia di suonare.
L'era di internet ha portato una ventata d'aria fresca fra gli autodidatti: l'accesso ai video e la facilità di condividere spazi e idee hanno dato modo, a chi si sentiva ingabbiato nei soliti giri, di crescere e di esplorare modi di suonare nuovi e meno nuovi. Oggi abbiamo praticamente accesso a una fonte infinita di informazioni, di tecniche, di esplorazione. Eppure resta un problema: il collegamento. Mettere in fila tutte queste informazioni, senza qualcuno che ti spieghi i passaggi, resta uno dei nodi irrisolti del nostro tempo. Per questo chi ha studiato teoria è molto più avvantaggiato di chi prende lo strumento, guarda un video sulla scala pentatonica e poi non riesce a collegarla col resto.
Il problema — mi ci sono voluti anni per capirlo — non erano le mani. Erano le spiegazioni.
Chi insegna chitarra spesso dà per scontato quello che a te nessuno ha mai spiegato. Ti dice «suona in dorico» come se fosse ovvio da dove venga il dorico. Ti mostra un box della pentatonica e passa oltre, e tu resti lì a chiederti perché proprio quelle cinque note e non altre. La musica sembra un sistema di regole arbitrarie da mandare a memoria, quando invece è una cosa che ha un senso e una storia.
Da lì è nato: Studia la chitarra con Marco Nuzzo — from zero to hero.
Che cos'è, in concreto
Due cose che si tengono per mano: tre libri e un software interattivo. Entrambi in italiano, spagnolo e inglese.
I libri — 178.000 parole
Il metodo scritto: 104 capitoli in 20 parti, più cinque appendici. Oltre seicento pagine per edizione, con figure, tablature e pentagrammi disegnati uno per uno.
Si parte da come si tiene lo strumento e si arriva all'armonia funzionale, ai modi, alla lettura in posizione, al repertorio classico. In mezzo c'è tutto il resto: la fisica del suono, la storia della liuteria, un atlante della pratica e una guida ai problemi da consultare quando ti blocchi.
Il software — un file che si apre e suona
Questa è la parte di cui vado più orgoglioso, e anche quella più difficile da raccontare a parole. 158 sezioni in dodici aree, e dentro:
Il manico che suona. Scegli tonalità, scala, posizione: le note si accendono sulle corde e le senti. Non un disegno da guardare — note da premere.
Una band con nove strumenti. Batteria, percussioni, basso, chitarra ritmica, piano, archi, ottoni, flauto e tastiera. Li accendi e li spegni uno per uno, su 47 giri armonici, 12 stili di batteria e 67 andature. Suoni dentro un gruppo, non sopra un metronomo.
Un maestro che ascolta. Accordatore dal microfono, riconoscitore di accordi («che accordo ho suonato?»), trova-accordo inverso, sovrainciso per registrarti e suonare con te stesso.
Ventiquattro strumenti da banco: metronomo, esploratore di scale, costruttore di accordi, dizionario delle diteggiature, scale sul pentagramma, allenamento dell'orecchio. Quello che di solito compri in cinque app diverse.
Oltre 800 figure e 90 termini che si spiegano da soli al passaggio del dito.
Diciassette sezioni di storia della musica — da Ugarit, la melodia più antica che sappiamo ancora leggere, al canto gregoriano, a Bach, fino al Novecento e alla registrazione. Una cosa che non ho trovato in nessun altro corso.
Nessun abbonamento, nessun account, nessuna connessione. È un file HTML: si apre nel browser che hai già, come una pagina web, solo che sta sul tuo computer. Funziona in aereo. Resta tuo per sempre.
Provalo prima di comprarlo
Il formato è insolito, e sarei disonesto se non lo dicessi: su iPhone serve un'app gratuita per aprire i file HTML, perché l'anteprima di iOS non basta.
Per questo ho preparato un file di prova gratuito da 19 KB che usa le stesse tecnologie del corso completo. In trenta secondi ti dice se tutto funziona sul tuo dispositivo — suono compreso. Se è verde, il corso funzionerà.
Dove si trova
Tutto su marconuzzoguitar.com , con due video: uno mostra il corso in funzione — la band che parte, il manico che si illumina, la teoria che si ascolta — e l'altro sono io che suono, senza montaggi furbi.
I tre libri — il metodo da leggere e stampare, nelle tre lingue
Solo il corso interattivo — il file che suona
Libri + corso — insieme, e costa meno che presi a parte
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Perché dovresti comprare un corso da uno sconosciuto?
È la domanda giusta, e non ho intenzione di aggirarla.
In ambito musicale Marco Nuzzo non è nessuno. Non ho un canale con centomila iscritti, non ho un'etichetta dietro, non ho recensioni da mostrarti perché il corso è uscito adesso. Se stai cercando garanzie, non le ho.
Quello che ho è il lavoro: puoi guardartelo tutto sul sito, contare le sezioni, vedere il software mentre funziona, scaricare la prova gratuita e giudicare da solo. E il prezzo di lancio è basso proprio per questo — perché il rischio, in questo momento, te lo prendi tu.
Io la faccia ce la metto: sul sito, in fondo alla pagina, c'è un modulo per scrivermi — e rispondo io, non un servizio clienti.
A cura di Marco Nuzzo


