MA CHI ME LO FA FARE: RACCONTI DI UN VOLONTARIO
C’è un punto esatto in cui la narrazione civile incontra la vita quotidiana, e quel punto è il tempo donato. Ma chi me lo fa fare nasce lì: nel gesto semplice e immenso di un uomo che sceglie di esserci, di rispondere, di tendere la mano quando il mondo sembra vacillare. Il libro di Giuseppe Mele non è soltanto una testimonianza: è un attraversamento umano, un racconto che restituisce voce, volto e ritmo a ciò che spesso rimane invisibile — la vita di un volontario di Protezione Civile. In queste pagine il lettore incontra un volontario “inesperto”, come l’autore ama definirsi, ma capace di trasformare ogni incertezza in apprendimento, ogni emergenza in responsabilità condivisa. Dai piccoli interventi locali alle notti sospese della pandemia, fino alle ferite profonde dell’alluvione in Emilia‑Romagna, Mele attraversa luoghi e circostanze che diventano specchio di una comunità intera. Il suo racconto non cerca eroismi: cerca verità. E la verità è fatta di fatica, di ascolto, di presenza, di quella quotidianità che continua anche quando la divisa viene riposta e la vita privata reclama il suo spazio. Il valore di quest’opera risiede nella sua autenticità: nel mostrare che dietro ogni intervento, dietro ogni sirena, dietro ogni gesto di aiuto, ci sono persone che scelgono di donare il bene più prezioso — il proprio tempo — senza chiedere nulla in cambio. È un libro che parla di dedizione, di comunità, di fragilità e di forza; un libro che ricorda come la Protezione Civile sia fatta di storie che iniziano, scorrono, si intrecciano e rinascono ogni giorno. Accogliere Ma chi me lo fa fare nel progetto 100 Libri d’Autore significa riconoscere il valore culturale e umano di una testimonianza che illumina il senso profondo del volontariato: non un dovere, non un obbligo, ma una scelta di cura verso gli altri e verso il territorio. Una scelta che diventa racconto, memoria, responsabilità condivisa.
Non capita giorno in cui qualcuno non mi chieda perché sono diventato un volontario di Protezione Civile: “Ma ti pagano? Come ci sei finito dentro? In pratica cosa fate? Come si diventa volontari?”. Queste sono le domande più frequenti alle quali mi ritrovo a rispondere con quotidianità. E voi, invece, vi siete mai chiesti che faccia abbia un volontario di Protezione Civile o come passi il suo tempo libero oltre a dare una mano agli altri? Vi siete mai fatti domande su che lavoro svolga, sulla sua famiglia o a come possa essere la sua vita quando non indossa una divisa? Voglio rispondere a tali quesiti raccontandovi la mia storia da volontario, o come mi piace di più definirmi, da volontario inesperto: un percorso di aneddoti, persone e luoghi che mi ha visto attraversare sentieri resi tortuosi da piccole emergenze locali, strade dipinte di tinte buie e tetre dalla pandemia del covid, fino ad arrivare a catastrofi di dimensioni abnormi come l’alluvione dell’Emilia-Romagna.
Una storia tanto uguale e tanto diversa da altre migliaia di storie di migliaia
di volontari. Storie che ogni giorno iniziano, scorrono, terminano e rinascono,
accomunate tutte da un unico filo conduttore: la voglia e la capacità di donne
e uomini di donare il bene più prezioso, il proprio tempo, a chi ne ha bisogno.
(BIOGRAFIA
RACCONTO SOLIDALE)
Giuseppe Mele nasce a Foggia nell'ottobre 1975,
città in cui vive fino al 2004. Laureato in Economia e Commercio e in Scienze
Giuridiche, è funzionario della pubblica amministrazione. Dal 2020 ricopre
l’incarico di coordinatore del Gruppo Intercomunale di Protezione Civile
“Colli Morenici”, operativo nei comuni di Cavriana, Castiglione delle
Stiviere, Solferino e Guidizzolo, oltre che nella Colonna Mobile per emergenze
provinciali, regionali e nazionali. Ha preso parte a numerosi interventi
nell’alto mantovano, in particolare legati al rischio idrogeologico e alla
ricerca di persone scomparse. Tra il 2020 e il 2022 coordina il gruppo nell’emergenza
Covid‑19 e nella relativa campagna vaccinale, assumendo anche il ruolo di
referente dell’hub di Castiglione delle Stiviere. Nell’ambito della Protezione
Civile consegue diverse specializzazioni: capo squadra di pronto intervento,
segreteria mobile della Colonna Mobile Provinciale (CMP), operatore di sala
operativa provinciale e operatore di 1° livello Antincendio Boschivo
elitrasportato. Nel maggio 2023 è capo colonna dei volontari mantovani nel
primo intervento della CMP durante l’alluvione che colpisce l’Emilia‑Romagna,
operando nel comune di Sant’Agata sul Santerno (RA). Per l’emergenza
Coronavirus e per l’attività svolta in Emilia‑Romagna riceve rispettivamente la
pubblica riconoscenza e la pubblica benemerenza da Regione
Lombardia. Nel settembre 2024 torna nuovamente in missione in Emilia‑Romagna
con la CMP, ancora per l’alluvione, nella frazione di Traversara di
Bagnacavallo (RA).
