Maria De Fazio, nata a Catanzaro nell'aprile 1989, ha costruito un percorso professionale radicato nel Servizio Sociale, dedicandosi con impegno al contrasto delle diverse forme di violenza e maturando esperienze significative a livello regionale e nazionale nei settori dell’immigrazione, della disabilità e del bullismo scolastico. Accanto alla sua attività nel terzo settore, coltiva un profondo legame con la scrittura, attraverso la quale racconta emozioni e vissuti complessi, trasformandoli in narrazione consapevole. Vincitrice di premi letterari di rilievo, collabora con blog e accademie internazionali per sensibilizzare la comunità sui fenomeni criminosi e per dare voce alle persone più fragili. Il suo impegno culturale si estende inoltre al progetto 100 Libri d’Autore a cura di Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio, dove opera come promotrice e curatrice di interviste e recensioni. A Maria De Fazio va il nostro sentito ringraziamento per la disponibilità e per il prezioso contributo umano e professionale che offre alla comunità.
Il tuo percorso nel sociale ti ha portata a incontrare realtà delicate e spesso invisibili: quali aspetti di questa esperienza professionale senti più significativi per la tua crescita?
Il mondo del sociale racchiude situazioni difficili, dal degrado al subire violenza passando per un isolamento non indifferente. Conoscere, confrontarsi, entrare in empatia, cambia radicalmente la percezione di un operatore. Nel mio caso specifico, mi ha aiutata a crescere in termini di responsabilità, perché ogni confronto è un dare e un ricevere.
La scrittura, che per te è strumento di testimonianza e sensibilizzazione, come riesce a trasformare vissuti complessi in narrazione?
Percepisco la scrittura come uno strumento utile alla diffusione di un messaggio positivo, scaturito da un episodio di vita. A volte l'uomo si ritrova immerso in vicissitudini drammatiche, altre persone si scontrano nella medesima situazione, pertanto attraverso la scrittura si può creare una sorta di confronto “se c'è l' ha fatta lui allora posso anche io”, oppure semplicemente un mezzo per comunicare ciò che non si riesce con la parola.
Collaborando con blog, accademie e progetti culturali, quale valore attribuisci alla cultura nel contrasto ai fenomeni di violenza e marginalità?
Il miglior mezzo per contrastare un fenomeno negativo è l'informazione della comunità, “se lo conosci puoi contrastarlo”. La scrittura è fondamentale, in quanto riesce a divulgare il messaggio contemporaneamente ad un numero maggiore di persone.
Le tue esperienze regionali e nazionali nel terzo settore hanno segnato tappe importanti: quali collaborazioni hanno rappresentato per te un punto di svolta?
Negli anni ho avuto modo di collaborare con molteplici realtà dal mondo dell' anti violenza all' immigrazione, nonché nel settore delle disabilità. Tutte le mie esperienze mi hanno insegnato qualcosa, ma quelle che attribuisco come più significative sono legate al contrasto del bullismo scolastico, tema che per ragioni personali mi è molto vicino.
I riconoscimenti letterari che hai ricevuto, insieme al tuo impegno divulgativo, come influenzano il tuo percorso umano e professionale?
I premi ricevuti a livello nazionale e internazionale, in quanto prima classificata, hanno suscitato grande commozione. Quando inizi un percorso speri sempre di raggiungere grandi risultati, soprattutto in ambito sociale ma non è il riconoscimento in sé, quanto l' aver costruito qualcosa di positivo per gli altri.
Nel tuo ruolo di operatrice sociale e promotrice culturale, quale messaggio senti più urgente da rivolgere alla comunità, in particolare ai giovani che affrontano fragilità o esclusione?
Ai giovani dico di non arrendersi mai, nel cammino ci si può imbattere in situazioni che sembrano non avere via d’uscita, come chi subisce violenza e viene isolato, chi porta con sé la cicatrice di una disabilità venendo emarginato. Piuttosto, è importante trasformare quel dolore in forza, cucendo la ferita con il filo del coraggio e diventando un esempio affinché quella “cattiveria” non abbia più vita in altri territori.